C’è un momento nella vita in cui il passato bussa alla porta, anche quando pensavi di averlo lasciato dietro di te. Per me, è successo quando mio marito ha deciso di partecipare a uno stage di bull riding (sì, hai letto bene, cavalcare un toro). L’esperienza, che si preannunciava avventurosa, è finita con una frattura all’omero. Ma il vero impatto non è stato fisico. È stato emotivo.
Quel momento mi ha risvegliato un fantasma nascosto nel cassetto dei ricordi: il giorno prima del mio diciottesimo compleanno, il ragazzo di cui ero innamorata è morto cadendo in un crepaccio durante una giornata di sci. Quel dolore mai elaborato completamente si è riaffacciato prepotente, e il mio pensiero irrazionale mi ha fatto credere che anche mio marito potesse non tornare a casa.
Fortunatamente, in quel periodo stavo frequentando un master in counseling e ho potuto propormi come “cliente” durante un’esercitazione. Con il supporto dell’insegnante, ho capito che quello che stavo provando non era reale. Nel presente, mio marito aveva “solo” una frattura all’omero. Il resto era un’illusione generata dal passato.
Riconoscere i fantasmi del passato
Come counselor, mi sono resa conto di quanto sia comune vivere proiettati in schemi passati che ci tengono bloccati. Aiuto i miei clienti a individuare i loro fantasmi e a distinguere ciò che è reale nel presente da ciò che appartiene al passato. È un lavoro di consapevolezza, ma anche di coraggio, perché uscire dalla propria zona di comfort, anche quando questa è scomoda, può fare paura.
La mente mente, il corpo racconta
Uno dei primi passi per tornare al presente è ascoltare il corpo. La mente mente, ma il corpo no. Quando ci concentriamo sulle sensazioni fisiche, ci radichiamo nel “qui e ora”. Questo passaggio è fondamentale per spezzare i loop mentali e cambiare prospettiva.
Un caso di vita reale
Un esempio illuminante è quello di una mia cliente che, durante un percorso insieme, si è resa conto di un suo schema comportamentale: lodava e idealizzava le persone nuove per poi scartarle quando si accorgeva che erano “umane”, ossia fallibili. Riconoscere questo pattern le ha permesso di affrontare le relazioni in modo più lucido e realistico, senza rimanere intrappolata in aspettative irrealistiche.
Perché lasciare andare fa paura
Lasciare andare il passato significa esplorare un territorio sconosciuto. Anche se il dolore o il disagio del passato sono familiari, sappiamo cosa aspettarci da essi. Il presente, invece, è un salto nel vuoto che richiede coraggio e determinazione.
Il counseling come strumento di libertà
Tornare al presente non è solo una questione di benessere, ma anche di libertà. Quando ci liberiamo dal passato, possiamo riprendere in mano la nostra vita. Diventiamo gli sceneggiatori della nostra storia, non più semplici comparse.
Vuoi tornare al presente?
Se senti che il passato continua a influenzare il tuo presente, è il momento di fare un passo. Esplora cosa significa essere pienamente radicato nel “qui e ora” e libera te stesso dalle catene invisibili del passato. Contattami per un percorso che ti aiuti a vivere appieno il presente.
Diana
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Posso seguirti in videochiamate o se preferisci in presenza ad Osimo in provincia di Ancona.
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